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Intervista a Nietta Novielli: “Lavoriamo sul fattore umano e sulla consapevolezza del ruolo”

Intervista a Nietta Novielli. L’amministratore unico di AIAFF, Accademia Italiana Alta Formazione Ferroviaria, ha rilasciato alcune dichiarazioni al portale ferpress.it, il Mobility Magazine rivolto al settore dei trasporti ferroviari.Di seguito riportiamo l’intervista completa:

Nietta Novielli, non viene dal mondo dei trasporti, e tanto meno da quello delle ferrovie. L’esperienza nel campo della somministrazione di lavoro e della formazione professionale porta Novielli ad affacciarsi verso il settore ferroviario, dove liberalizzazione e nascita di nuovi soggetti industriali hanno letteralmente cambiato un mondo che fino ad un decennio fa era completamente assorbito dalle Ferrovie dello Stato.

Da qualche anno, assieme ad altri, lancia la Railway business line di Generazione Vincente S.p.A., Agenzia per il lavoro dedicata all’inserimento e reinserimento nel mondo del lavoro. E questo, in fondo è l’impegno professionale e il focus di vita. Da dove viene questo interesse?

Da un’attenzione particolare al settore delle Risorse Umane. Ho lavorato per 20 anni in un’agenzia per il lavoro e visitato tante aziende per cercare di comprendere le loro esigenze. Ho incontrato i lavoratori oltre gli imprenditori e ho capito che uno dei problemi principali del mondo del lavoro è il cosiddetto “mismatch”, ovvero il divario tra domanda e offerta di lavoro. Le opportunità ci sono, le figure professionali con competenze importanti non mancano. Quello che manca a volte è la possibilità di mettere in contatto tali figure con le imprese che cercano personale.

Dopo una lunga esperienze in una multinazionale e lo sviluppo commerciale di Generazione Vincente, ecco AIAFF l’ultimo Centro di Formazione riconosciuto dall’Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria. Con quali prospettive?

La nostra ambizione più grande, provenendo dal mondo della somministrazione di lavoro, è quella di favorire costantemente l’incontro domanda/offerta di lavoro.
Lo facciamo attraverso un link con le Università e le scuole per fare orientamento in modo efficace. Nelle agenzie per il lavoro ogni giorno incontriamo ragazzi che non hanno idea di cosa vogliano fare. Molto spesso sono ragazzi ambiziosi, con delle buone propensioni. Il problema è che non sanno come intercettare le occasioni di lavoro. Spesso non sanno come redigere un buon curriculum, non sanno come avviare la ricerca di un’opportunità. In questo noi possiamo e dobbiamo intervenire.

 Ma non c’è solo la prima occupazione, c’è anche chi ha perso il lavoro, o vuole migliorare e puntare più in alto…

La riqualificazione è un altro aspetto fondamentale e riguarda gli over 40 e gli over 50. Affinché queste persone possano essere inserite nel mondo del lavoro, dobbiamo suggerire percorsi formativi mirati, tenendo conto anche delle loro attitudini che determinano quasi il 60% della capacità della risorsa di inserirsi in un contesto lavorativo. Le competenze tecniche si possono acquisire, le soft skills non si comprano. vanno sviluppate e alimentate con percorsi di formazione che tengano conto anche del fattore umano.

La riqualificazione di risorse che hanno lavorato in contesti diversi è possibile ma dobbiamo seguirle, il nostro contributo è quello di affiancarli e guidarli in percorsi mirati. Anche i Fondi comunitari e regionali dovrebbero essere utilizzati al meglio per andare in questa direzione. Fare orientamento per chi voglia entrare nel mondo del lavoro o voglia riqualificarsi perché ha perso il lavoro significa analizzare la propensione e le attitudini delle persone. Non posso immaginare ad esempio una persona che per 20 anni abbia lavorato come saldatore possa reinventarsi come macchinista ma forse come manutentore ferroviario sì.

Il fattore umano, un valore da non sottovalutare mai…

Lavorare sul fattore umano significa lavorare sulla consapevolezza del ruolo. Lavorare anche su percorsi che consentano di aumentare e sviluppare il livello di performance ed è qui entra in gioco il tema della formazione. Un imprenditore che oggi voglia puntare sulla formazione, deve chiedersi quanto investire ma soprattutto quale potrebbe essere il suo ritorno. La formazione non deve essere vista come un percorso per assolvere un obbligo ma come missione per sviluppare i piani di carriera. Le risorse vanno affiancate affinché possano crescere in azienda ma soprattutto per favorirne la fidelizzazione. La formazione diventa un costo per l’azienda quando il turnover è elevato, ancor più nel settore ferroviario dove la formazione ha tempi molto lunghi e di conseguenza è onerosa.

Non solo fattore umano anche attenzione al welfare per fidelizzare le persone…

Bisogna attivare delle strategie di employee retention che consentano di attrarre i talenti ma soprattutto di trattenerli. Bisogna avviare delle iniziative di welfare to work e di work life balance che permettano alle risorse di trovarsi al posto giusto al momento giusto. Questo richiede da parte delle imprese, dalla più piccola alla più grande, un impegno costante e un’attenzione costante alle risorse. La formazione in questo modo diventa anche strumento di fidelizzazione.

Non solo quindi formazione di base finalizzata ad un’assunzione…

La formazione d’ingresso consente di conoscere l’azienda e acquisire le conoscenze di base relative alla specifica mansione , successivamente diventa necessario attivare percorsi di formazione continua per la crescita delle risorse. Nella nostra offerta formativa, infatti, al di là dei corsi abilitativi regolamentati dall’ANSF, AIAFF ha scelto di sviluppare un filone di formazione che riguarda l’area comportamentale applicata al mondo ferroviario avvalendosi del supporto di esperti e coach nel mondo ferroviario. A questo proposito AIAFF organizza corsi di formazione formatori rivolti ad istruttori riconosciuti ANSF al fine di sviluppare tecniche di tenuta aula e trasferire il proprio sapere nel modo più adeguato ai discenti. Coloro che lavorano in sistemi complessi come quello ferroviario devono avere un quadro sempre più ampio del lavoro degli altri colleghi e dell’azienda in cui vivono. Conoscere il contesto in cui si opera vuol dire saper intervenire nel momento in cui si verificano degli imprevisti.

Ultima cosa. Il lavoro femminile. Un settore, quello ferroviario dove le donne sono ancora una piccolissima minoranza…

Qualcosa sta cambiando, venga a vedere nella stanza qui di fianco, dove si svolge una lezione sul segnalamento ferroviario e vedrà un’aula perfettamente omogenea: metà ragazzi e metà ragazze. Tutti ingegneri e tutti pronti per entrare in azienda. Dopo il corso e le abilitazioni.

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